Il non verbale per dare voce al proprio essere Uno dei privilegi dell’essere umano è la sua capacità di essere creativo, capacità che emerge nella prima infanzia e si mantiene per tutta la vita. La nostra capacità creativa può essere molto sviluppata o può essere, al contrario, un potenziale ancora inesplorato. Le attività espressive possono aiutarci a scoprire la forza della nostra creatività e della nostra giocosità nel contesto di un gruppo.
L’espressione creativa può essere infatti considerata un canale privilegiato attraverso il quale la persona manifesta e comunica i propri vissuti interiori, le proprie emozioni.
Le attività espressive mettono a disposizione del soggetto un luogo nel quale scaricare le proprie tensioni, recuperare il proprio ben - essere e favorire il potenziamento delle proprie risorse e delle proprie capacità. Questo perchè le attività espressive, proprio per le loro caratteristiche di attività terapeutiche finalizzate all’espressione di se stessi nella propria unicità e creatività, creano uno spazio in cui non esiste un segno grafico o un suono prodotto o un gesto migliore di un altro ma semplicemente diverso.
Le attività espressive possono quindi consentire uno spazio di creatività e di gioco dove sperimentare e scoprire le proprie emozioni, dove conoscersi ed incontrare l’altro, dove approfondire un "linguaggio emotivo - relazionale" che accompagni la crescita interiore e divenga modalità di espressione profonda di tutta la persona.
Quindi espressione creativa che diventa espressione del sentimento interiore, che permette all’individuo di entrare in contatto con la propria realtà interna attraverso un percorso di scoperta, anche in un contesto gruppale che permette la condivisione, la comunicazione, la partecipazione, l’espressione di sentimenti, la canalizzazione delle tensioni personali e della aggressività nella ri-creatività.
Stimolando le capacità espressive-creative si suscitano infatti pulsioni ed emozioni che portano alla conoscenza ed al rinforzo della propria personalità, alla scoperta di se stessi, del proprio IO, non soltanto per una miglior gestione del proprio essere ma verso una migliore localizzazione all’interno del gruppo.
In uno spazio in cui l’individuo è "soggetto del/nel suo agire", in cui riesce ad allentare le proprie tensioni e resistenze e ad esprimersi creando, con la possibilità di verificare la propria impronta/f...orma e comunicare attraverso essa la propria presenza e il proprio cambiamento.
Movimento, arte, musica, immagini, drammatizzazione, diventano allora strumenti per promuovere le risorse utili ad un equilibrato sviluppo affettivo, cognitivo e sociale dell’individuo, offrendosi anche come strumenti di prevenzione per le situazioni di crisi e di rischio psicosociale oltre che per situazioni di disagio psico-fisico in cui sono presenti difficoltà di espressione e comunicazione a livello emozionale ed interpersonale.